Descrizione
Carlo Scotti creò la Pipa Castello nel 1947, come piccolo laboratorio artigianale, con l’obiettivo di produrre pipe tecnicamente ed esteticamente al vertice assoluto del “parametro” qualità. Significa lavorare solo ed esclusivamente la radica migliore. Oggi il Suo lavoro-passione prosegue immutato sotto la direzione della figlia Savina e del genero Franco Coppo. La pipa: Uno strumento di fumo in primo luogo. Ma anche un oggetto a volte esteticamente pregevole. Potrebbe dunque sembrare di dover parlare separatamente di contenuto, sostanza, funzionalità da un lato, e di forma, estetica bellezza dall’altro. La vera bellezza di una pipa é innanzitutto una bellezza funzionale. La pipa serve per bruciare tabacco. Dunque deve sopportare all’interno del suo fornello temperature elevatissime. Deve quindi essere progettata prima, costruita poi, mantenendo precisi rapporti, misure, forme in ogni suo elemento, sia parlando del bocchino, del suo foro, del suo condotto, come del cannello, del perno e del fornello. Certamente non si vuole qui fare una dissertazione tecnica sulla costruzione della pipa, ma semplicemente sottolineare come ogni singola Castello sia progettata e costruita valutando e rispettando tutti questi elementi.
- Lunghezza 157 mm
- Altezza fornello 49 mm
- Diametro esterno 39 mm
- Diametro interno 21 mm
- Profondità fornello 42 mm
- Peso 43 grammi
- Materiale Radica rusticata
- Bocchino Metacrilato
- Shape 15 Billiard Flock
- Grado qualitativo 4 su 5
PIGIA TABACCO NON COMPRESO
Il “brillantino” sul bocchino (noto tra i collezionisti come Diamond Point o diamantino) è una variante storica del logo della fabbrica di Cantù, nata originariamente per una necessità commerciale legata al mercato americano.
Il logo classico e originario che adorna le pipe Castello in Europa è la celebre barretta bianca (all’inizio realizzata in vero avorio).
Quando il distributore americano Wally Frank iniziò a importare le pipe negli Stati Uniti nei primi anni ’50, sorse un problema legale: Frank distribuiva già sul suolo americano una linea di pipe chiamata White Bar, che utilizzava lo stesso identico simbolo. Per evitare controversie sul copyright e differenziare il prodotto, Carlo Scotti inventò il logo alternativo con il brillantino appositamente per i modelli destinati all’esportazione negli USA.
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