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Accendino da tavolo 'Tinder Pistol' Dunhill (usato)
Accendino da tavolo 'Tinder Pistol' Dunhill (usato) - immagine 2
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Accendino da tavolo 'Tinder Pistol' Dunhill (usato) - immagine 5
Accendino da tavolo 'Tinder Pistol' Dunhill (usato) - immagine 6

Accendino da tavolo ‘Tinder Pistol’ Dunhill (usato)

600,00€

L’accendino da tavolo Dunhill Tinder Pistol è uno dei pezzi da collezione più celebri e affascinanti realizzati dallo storico marchio di lusso Alfred Dunhill Limited. Rappresenta una fedele replica meccanica ed estetica di una pistola a pietra focaia (flintlock tinder pistol) del XVIII secolo. 

Venne introdotto sul mercato nel 1936 e prodotto continuativamente fino ai primi anni ’60 sia nelle fabbriche in Inghilterra che negli Stati Uniti.

Riproduce accuratamente le antiche pistole usate nel Seicento e Settecento per accendere il fuoco domestico (le quali usavano la canna per conservare l’esca e non la polvere da sparo).

Il corpo dell’oggetto e la canna sono realizzati in ottone bronzato o fiammato con finitura anticata. L’impugnatura (il calcio della pistola) è in pregiato legno di rovere (oak) o noce intagliato.

Funziona premendo fisicamente il grilletto della pistola. Questa pressione attiva uno scatto meccanico: la parte superiore si apre istantaneamente e viene scoccata la scintilla sulla pietra, che accende lo stoppino a benzina. L’oggetto resta in posizione verticale stabile grazie a due piccoli piedini/supporti integrati nella parte anteriore e al bilanciamento del calcio in legno.

Condizioni: Usura compatibile con l’età e l’utilizzo. Revisionato e perfettamente funzionante

 

 

 

Disponibile

Categorie:Accendini, Dunhill Lighters
  • Descrizione
  • Recensioni (0)

Descrizione

Altezza: 9,53 cm (3,75 in) Larghezza: 5,72 cm (2,25 in) Profondità: 14,61 cm (5,75 in)

Quando Alfred Dunhill aprì il suo piccolo negozio di St. James, in Duke Street, nel luglio del 1907, ne sapeva ben poco di commercio del tabacco. Per quanto sorprendente ciò possa apparire, questa fu la prima causa del suo successo. Certamente nella sua storia ha pesato molto la sua originalità come tabacconist, ma prima di tutto egli dovette imparare a diventarlo. Dovette studiare i suoi clienti, i loro gusti, il genere di prodotti che essi volevano ma non riuscivano a trovare. Solo così riuscì a mettere a frutto la sua inventiva e il suo talento artigiano.


Alfred Dunhill

Anno dopo Alfred Dunhill scrisse questa massima: molti affari possono essere rovinati dalla presunzione degli imprenditori di conoscere troppo bene il loro mestiere. Un principio, questo che egli imparò in altre iniziative commerciali, molto prima di entrare nel mondo del tabacco. Un fattore più di ogni altro aiutò, all’inizio, l’affermarsi del negozio di Duke Street. Erano i primi anni del secolo, quando le magnifiche carrozze a cavalli competevano ancora con le affascinanti e nuove vetture a motore, in Piccadilly. Qua e là, comunque, non passavano certo inosservate nè le une nè le altre, perchè ancora i più si spostavano a piedi. Sgambettavano per i loro affari e passeggiavano per diporto. Avevano modo così, diretti ai clubs di St.James, di frequentare l’elegante mondo commerciale di Bond Street. Ora, una nuova e ben organizzata tabaccheria in Duke Street avrebbe certo potuto attirare la loro attenzione. E così fu.Dobbiamo ricordare inoltre, che fumare, presso la migliore società, era una pratica confinata nel clubs e nelle sale da fumo dell’Inghilterra Edwardiana. E le donne ne erano escluse. Non c’erano venditori di sigarette agli angoli delle strade. Il tabacco da pipa costava assai poco, e così pure la maggior parte delle sigarette. Con uno scellino si potevano acquistare cinque sigari fumabili e, per poco più, una discreta pipa di radica. e fu nella mediocrità del servizio offerto dalla media delle tabaccherie che Alfred Dunhill vide la sua opportunità. I tabù vittoriani sul fumo stavano cadendo. Sotto la guida oculata e col supporto dei prodotti migliori, egli credette che la gente potesse essere incoraggiata a ricevere nel fumo un interesse pari a quello trovato nel bere e nel mangiare. Ed aveva ragione. Gli ufficiali dei Servizi, con i loro bastoni, cappelli grigi e bocchini d’ambra, furono tra i primi ad essere attratti dal negozio per la sua affascinante mercanzia: c’era un’aria di lusso e di artigianato in ogni angolo. Con due ghinee si poteva acquistare una scatola di cento sigari Avana.
Tutti rimanevano incantati osservando il proprietario del nuovo negozio, nella sua giacca di velluto, mentre miscelava grandi varietà di trinciati. Per curiosità, anche le signore furono attirate in Duke Street. Sebbene poche fossero fumatrici vere e proprie a quel tempo, alcune rimasero affascinate dal bocchino telescopico per sigaretta attaccato ad una catena e sorretto da una mano di donna, che faceva bella mostra di sé nella vetrina. Era infatti esposto a questo scopo. Le novità del genere stimolavano la curiosità delle signore, e la sua mente brillante permetteva ad Alfred Dunhill di scovare sempre nuove trovate in proposito.


Il negozio Dunhill

Se egli decideva di andare avanti con un’idea, la sua attenzione per il dettaglio e il suo amore per la lavorazione a mano la faceva affermare certamente. Niente meno che il meglio fu l’osservazione che egli ebbe per l’artigianato di ogni genere. Ogni articolo che vendeva doveva essere realizzato perfettamente, senza riguardo per la sua spesa, e il suo ultimo prezzo dipendeva semplicemente dal costo di produzione.


Richard Dunhill

Così quando nel 1910 apparve la prima pipa Dunhill sul mercato, fu sperimentata la stagionatura ed altri accorgimenti che erano nuovi nella manifattura delle pipe e che vennero presto brevettati. Invece che con l’economica radica Algerina con cui erano fabbricate le pipe in quel periodo, ogni Dunhill era senza difetti e di legno di prima qualità, completa di bocchino in vulcanite fatto a mano. Il suo prezzo – sette scellini e sei pence, il doppio di quello delle altre pipe in radica – lasciò tutti un po’ prolessi. Gli scettici si domandarono chi avrebbe pagato quella cifra per una pipa. Ma già la Dunhill era la pipa che molti fumatori mostravano orgogliosi agli amici. Presto scoppio la moda nella Brigata delle Guardie. E durante la I guerra mondiale, quando la pipa era sopportata solo da chi fumava sigari o sigarette turche, migliaia di pipe Dunhill vennero spedite in Francia. Per la fine della Guerra, la pipa aveva portato il nome Dunhill molto lontano. Gli accendini Dunhill iniziarono un’altra storia di successo nel 1924. Rispetto ai molti tipi di accendini a benzina, grossolani e imprecisi, che erano in uso nelle trincee, l’affidabilità del Dunhill dipendeva dalla semplicità e dalla cura con cui era fatto. La pietrina orizzontale a ruota, che potava essere cambiata con una mano, fu il nocciolo del suo brevetto. Innumerevoli altri cercarono di imitare il suo modello, ma nessuno eguagliò l’incomparabile precisione dell’ “Unico”, come fu chiamato. Poi il funzionamento di questo prototipo è stato impiegato in svariate forme, tipi e stili di accendini Dunhill, compresi quelli a gas butano di cui Dunhill stesso fu il pioniere circa trent’anni dopo. Alfred Dunhill si ritirò nel 1928; la sua impresa fu per cinque anni una compagnia pubblica e si diramò in altre succursali a Londra, New York, Toronto e Parigi. Attraverso una fitta rete di agenti i prodotti Dunhill se resero reperibili anche sui mercati di moltissimi altri paesi. E tutto ciò senza particolari accorgimenti pubblicitari.


Il negozio Dunhill (Vetrina)

Per più di settanta anni il Gruppo ha continuato a svilupparsi come organizzazione internazionale nel campo della fabbricazione di pipe, della miscelazione del tabacco e del marketing dei prodotti di alta qualità per il fumatore. Da tempo Dunhill include tra i suoi articoli nuovi prodotti di lusso, come opere di ebanisteria, abbigliamento, orologeria, gioielleria, e oggettistica da scrittoio. Prodotti di tal genere, principalmente per uomo e particolarmente adatti da regalo, furono resi prima disponibili nei negozi di Parigi, negli anni venti, e poi anche a Londra e New York, mantenendo il nome Dunhill ai vertici dell’oggettistica maschile di lusso. In aggiunta a quelle nazionali riguardanti la produzione e la vendita dei suoi principali prodotti, il Gruppo ha le maggiori compagnie sussidiarie negli USA, in Europa e Estremo Oriente, ognuna delle quali coordina l’attività di vari negozi nelle proprie maggiori città. Sotto la direzione e supervisione dello staff Dunhill, questi negozi conservavano l’internazionalità dell’immagine del Gruppo, presentando e vendendo la sua produzione in modi adeguati al carattere della loro posizione geografica. Veramente, uno degli aspetti più apprezzati è quello degli uomini Dunhill sul posto, che parlano la lingua del paese dove operano, conoscono il mercato locale e il cui addestramento si basa sull’esperienza prima londinese e poi internazionale. Tutto ciò consente alla Compagnia di essere sempre aggiornata sui mutamenti dei gusti nei vari mercati internazionali. Il carattere famigliare della Dunhill è evidenziato dal fatto che dieci parenti stretti di Alfred Dunhill hanno occupato posizioni di spicco nella ditta: un figlio, una figlia e un nipote hanno successivamente occupato la scrivania di Direttore generale. Quello attuale è il nipote di Richard di cui, secondo la migliore tradizione inglese riportiamo una massima: il mondo è pieno di gente che apprezza l’artigianato raffinato più per il piacere e la soddisfazione di possederlo, che per la sua utilità. Nel 1976, il Gruppo acquistò la Charatan e da allora la Lane Ltd – una compagnia di New York che opera nella manifattura del tabacco – ne cura la distribuzione negli USA. Negli anni seguenti, partì un’operazione che si concluse con l’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza della Montblanc. Da qui l’inizio della scalata nel campo delle penne.

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