E’ ormai giunto il tempo di comprare il tuo primo e prezioso humidor per sigari.

La tua passione dopo ogni aspirata di un sigaro è cresciuta sempre di più. Più fumi e più vieni avvolto dal fascino e dai sapori che si nascondono nelle foglie di tabacco del tuo sigaro, che sia un puros o che sia toscano poco importa.

Ora però è giunto il momento di dar loro il giusto spazio. Hai pensato di riciclare vecchie scatole di sigaro oppure di costruire la giara con qualche barattolo di vetro.

Ma non è quello che stai cercando tu. Tu cerchi quella che è la loro casa per eccellenza.

Girovagando su internet hai trovato su una delle più famose piattaforme di commercio online, degli humidor per sigari con igrometro in bella vista a 29 €.

Caspita!!! Sono veramente un affare!

No, aspetta! Ferma tutto!

Togliti dalla testa di comprare una di quelle scatole e permettimi di spiegarti alcuni concetti fondamentali sugli humidor.

Un humidor è una scatola, solitamente di legno, che contiene sigari e li preserva dagli agenti atmosferici, in primis temperatura e umidità, che ne possono cambiare le caratteristiche organolettiche, tipo odore e sapore.

In queste scatole l’umidità è controllata grazie ad agenti umidificanti di diverso tipo e viene monitorata attraverso un igrometro.

Per queste ragioni questa scatoletta deve essere il più possibile di buona qualità vista la sensibilità che i sigari hanno.

Humidor per sigari economici? Meglio di no

Quindi ora, partiamo da un presupposto:

quegli humidor che hai trovato online sono fatti in Cina e purtroppo è molto probabile che sia roba molto scadente.

Oltretutto, ti pare possibile che un humidor di legno costi meno di un paio di Cohiba decenti?

Allora vediamo quelle che devono essere le caratteristiche principali che deve possedere un humidor per sigari di buona fattura.

Sicuramente tre sono le cose più importanti quando si valuta l’acquisto della “casa” dei nostri amati sigari.

  • Igrometro
  • Materiale di costruzione
  • Dimensioni

L’igrometro, o misuratore di umidità

Immagino che tu abbia notato che su quel humidor trovato online a 29€ ci sia in bella mostra un igrometro. Bene.

L’igrometro ci occorre per monitorare l’umidità relativa all’interno, che deve essere tra il 70 e il 75%.

Ora considera che solo un igrometro analogico di buona qualità costa circa 15-20 €, mentre per i digitali si va dai 30€ in su.

Su internet c’è chi sostiene che fondamentalmente quasi tutti gli igrometri sono Made in China per cui poco affidabili.

Beh, non è così!

Ce ne sono anche di Made in Germany e immagino che tu sappia bene quanto siano affidabili i tedeschi.

Per cui considera per bene la scelta di questo elemento perché se inizi a confrontarti con altri, ti accorgerai di quanta gente in realtà poco si fidi del proprio igrometro e di quanto preferisca valutare la giusta umidità toccando con le proprie dita il proprio sigaro.

Ma questo è un punto di arrivo e non di partenza.

Per avere un certo tipo di sensibilità ci vuole tempo e pazienza, per cui è bene munirsi di un degno misuratore di umidità.

Ah pardon, ci tengo che tutto sia chiaro per cui per un momento indosso la giacchetta da prof per spiegarti brevemente cos’è l’umidità relativa, perché se ne parla sempre, ma magari qualcuno ha dimenticato gli studi di biologia…. e allora io che ci sto a fare?

L’umidità relativa ci indica il rapporto tra quanto vapore acqueo può entrare nel nostro humidor in un momento preciso (umidità assoluta) e la quantità massima di vapore che può stare dentro (umidità di saturazione), infatti viene espresso in percentuale.

Bene, chiuso l’angolo del prof.

Il materiale di costruzione

Sempre a proposito di quell’economico humidor che hai visto online, hai anche potuto appurare che è di legno di cedro.

Ottimo! Infatti un buon humidor il più delle volte è fatto di cedro spagnolo (o cedrela odorata), oppure cedro rosso americano, ma anche in mogano o palissandro.

Attenzione però!

Nel caso degli humidor di cedro, se non è ben stagionato, il legno rilascia resina e il suo caratteristico odore purtroppo non fa altro che rovinare la tua bella collezione di sigari.

Se invece è ben stagionato, come nei migliori humidor, il cedro spagnolo è perfetto come materiale di costruzione viste le sue migliori caratteristiche conservative in materia di tabacco.

Per dirla tutta, in realtà, oltre al legno ci sono anche altri materiali utilizzati per la creazione delle scatole per conservare i sigari, come il plexiglass e il vetro, oppure in alcuni casi possiamo trovare inserti di vetro nel legno.

Di certo la resa estetica è ottimale. Il problema è che, se non ben riparati dalla luce, l’eventuale effetto serra rovinerebbe i nostri preziosi, per cui è fondamentale optare per la miglior efficacia, quindi viva il cedro.

Spazio per i tuoi sigari

Altra caratteristica da tenere in considerazione è lo spazio che il tuo humidor può dedicare ai sigari.

Devi tenere in considerazione che pian piano la tua collezione crescerà. Magari gli amici il giorno del tuo compleanno ti regaleranno una scatola di sigari cubani (se vuoi sapere di più sui sigari cubani clicca qui) e tu nel frattempo stavi provando prodotti dominicani.

Ecco che allora un humidor da 20, come quello visto online, è diventato ben presto piccolino.

E ora che si fa?

Ovviamente bisogna optare per un humidor delle giuste dimensioni e ti assicuro che farai presto a superare i 20, 30 o 50 pezzi.

Nella scelta di un humidor è importante anche che ci siano ripiani e/o cassettini per riporre sigari diversi di modo che i profumi rimangano il più possibile intatti. Stando a contatto tra varietà differenti gli uni potrebbero influenzare gli altri (cosa che comunque alcuni ricercano per rendere unici i propri tabacchi).

Anche per questo è buona regola lasciare dello spazio vuoto, affinché i sigari abbiano una corretta ventilazione.

Se, inoltre, vuoi conservare più a lungo qualche sigaro, diciamo oltre i sei mesi di conservazione, allora fallo pure nel cellophane.

Non finisce mica qui, però!

Queste erano tre delle caratteristiche principali che occorre tenere a mente quando si acquista un humidor per sigari o umidificatore per sigari che dir si voglia.

Ma i parametri su cui bisogna “lavorare” per scegliere la giusta scatola sono anche altri.

Innanzitutto per quanto riguarda l’umidità relativa ci sarebbe da fare un discorso anche su quale sia il miglior agente umidificante, cioè quella sostanza che rilascia la giusta umidità relativa nella nostra scatola di sigari, e con quale frequenza ricaricarlo e/o sostituirlo.

Appena comprato, poi, dovresti considerare di vitale importanza come “avviare” l’humidor la prima volta. Operazione importante e delicata, non consigliabile a chi è alle prime armi.

Tra le operazioni di avvio occorre anche settare per bene il nostro igrometro e in seguito occorrerà anche controllarne la precisione di tanto in tanto.

A proposito del legno, oltre che tipo scegliere, occorre sapere se è meglio un legno massello oppure un impiallacciato.

Poi di tanto in tanto ti dovrai preoccupare di ruotare i sigari, anche se alcuni modelli più prestigiosi sono fatti in maniera tale che questa diventi un’operazione superflua.

E’ bene anche sapere quanto è possibile conservare un sigaro e come occorre comportarsi se dovesse succedere qualcosa loro come muffe, parassiti, oppure se si dovesse seccare o dovesse essere troppo umido.

Insomma ci sono tante cose da considerare.

Ti ho un po’ sballottato forse? Lo so. In effetti questo scuotimento è stato voluto.

Questa giravolta di informazioni è per farti capire che, dietro la scelta del tuo primo humidor per sigari, non ci si può basare solamente come discriminante principale sul prezzo.

E allora come orientarsi?

Le 4 Regole base per l’acquisto del tuo primo humidor (più UNA)

Come hai capito sono molte le caratteristiche che una buona scatola umidificatrice deve avere, così come non sono poche le accortezze da avere nella sua scelta e nel suo mantenimento.

Succede spesso che si sbagli la scelta la prima volta.

Ti dico la verità? Succede sempre!

La paura di prendere una scatola troppo grande, le tante offerte che impazzano online, i consigli dei vari sedicenti esperti…

… e dopo un po’ ti accorgi di aver acquistato il prodotto sbagliato.

Parti da un presupposto, quella sarà la casa dei tuoi amati e più sarà confortevole e più ti farai delle sane lente fumate degne di chiamarsi tali.

Ecco allora le 4 Regole Fondamentali (+ 1 bonus) per la scelta del tuo primo humidor:

  1. Non lesinare eccessivamente sul prezzo.

Non spendere troppo poco, perché di certo il prodotto che acquisterai sarà di pessima qualità o piccolo. Poco tempo fa è venuto in negozio un cliente che ha speso ben 3000€ per il suo humidor, ovvio che non deve essere questo il punto di partenza, ma è solo per farti capire che non ci sono assolutamente limiti verso l’alto per cui NON cominciare da troppo in basso.

  1. Il cedro è sicuramente il materiale da privilegiare.

Il cedro spagnolo ben stagionato è il materiale che garantisce la resa migliore nella conservazione dei nostri amati sigari.

  1. Non comprarlo troppo piccolo.

La collezione aumenta e i sigari devono stare comodi, avere il giusto spazio attorno e devono essere divisi a seconda della tipologia.

  1. Scegli un buon igrometro.

L’umidità relativa va sempre mantenuta costante tra il 70 e i 75% per cui scegli il giusto igrometro che sia analogico o digitale.

Bonus

Abbiamo fatto un po’ di ordine, ma in realtà ci sono ancora tante cose da aggiungere, come avrai capito, allora la cosa migliore da fare è certamente leggere il più possibile su come scegliere il primo umidificatore per sigari.

Oppure sfruttare il bonus che hai tu che è quello di scegliere di fare due chiacchiere con gente che si occupa di fumo lento a Roma dal 1976.

Già, è un po’ che siamo in questo mondo per cui se vuoi raggiungerci ti aspetto nella nostra Cigar room, dove potrai scegliere il tuo sigaro e vedremo insieme quale humidor fa al caso tuo.

Io non vedo l’ora di poter condividere la mia passione, quella di mio fratello e prima ancora di mio padre, con chi magari si è da poco accostato a questo mondo o con chi vuol solamente fare quattro chiacchiere sul fumo lento.

Inoltre, se ci lasci la tua email nel box di fianco, sarai sempre aggiornato sulle nostre migliori offerte e magari potrai partecipare alle nostre degustazioni dedicate ai nostri migliori clienti.

Allora mi raccomando,

Fuma bene, ma fuma lento!

A presto

Andrea Lupidi